Balenottera comune - FipsasLodi

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Balenottera comune

Abitanti acque > Mammiferi marini

Classe: Mammiferi
Ordine: Cetacei
Famiglia: Balaenopteridae
Nome scientifico:  Balaenoptera physalus
Nome italiano: Balenottera comune

Morfologia:
Nome comune di molti Cetacei e in particolare di quelli della famiglia dei Balenidi, tutti con corpo pisciforme e tozzo. Regolare in tutti i mari italiani eccetto l'Adriatico, dove è occasionale. Frequente in estate in Mar Ligure, Mare di Corsica, Alto e Medio Tirreno, Mare di Sardegna settentrionale e Ionio; i pochi dati disponibili sembrano indicare una distribuzione invernale più uniforme. Nel bacino corsoligure-provenzale la popolazione fu stimata nel 1992 in 901 esemplari, circa 1 / 4 di quella dell'intero Mediterraneo occidentale. Cetaceo prevalentemente pelagico, che tuttavia spesso si può osservare anche in prossimità delle coste. La popolazione mediterranea è geneticamente distinguibile da quella atlantica, e pertanto la si ritiene riproduttivamente isolata e residente.
Riproduzione e accrescimento:
Frequenti osservazioni estive di neonati lasciano presumere che la stagione riproduttiva non sia strettamente limitata all'inverno come avviene nelle popolazioni oceaniche. La più importante è la balena franca (Balaena glacialis), detta anche nera o dei Baschi, lunga 18 m e del peso di 40-50 t. Più grande è la balena della Groenlandia (Balaena mysticetus), lunga 21-24 m e ormai divenuta rarissima. Esclusiva dell'emisfero australe è Neobalaena marginata, il più piccolo di tutti i Misticeti con i suoi 6 m di lunghezza.
Alimentazione:
In Mediterraneo la sua unica preda conosciuta è il krill, l'eufausiaceo planctonico Meganyctiphanes norvegica, di cui sembra si alimenti prevalentemente in estate.
Comportamento:
La balenottera comune viene avvistata in piccoli gruppi composti mediamente da due tre esemplari, oppure isolata. Non si conosce la reale consistenza dei legami tra i diversi esemplari; l'unico legame certo e duraturo è quello tra la madre ed il suo piccolo.
Distribuzione:
I fattori di degrado del Mediterraneo, che sembrerebbero pesare meno sulla Balenottera comune che sugli altri cetacei sono: a) la contaminazione da sostanze xenobiotiche è più bassa per via della collocazione della specie nella catena trofica; b) le attività di pesca, reti derivanti comprese, incidono meno sulla sua mortalità; c) l'alimento non sembra essere limitante. Tuttavia, le modeste dimensioni della popolazione mediterranea e il suo confinamento in un mare fortemente antropizzato consigliano: a) il monitoraggio dello status del krill, il suo unico alimento; b) il monitoraggio dei livelli delle fonti di rumore di origine umana (traffico marittimo, attività industriali e militari); c) la regolamentazione di future attività di whale watching commerciale; d) la valutazione d'impatto del disturbo da traffico marittimo e soprattutto della proliferazione della navigazione ad alta velocità. È prevedibile che l'istituzione del Santuario del Mar Ligure faciliterà tutte le azioni sopraindicate. La caccia alla balena, un tempo largamente diffusa perchè altamente redditizia, è ora severamente regolamentata per evitare l'estinzione dei cetacei. In particolare, è proibita la caccia alla balena azzurra: la specie, che contava 300.000 esemplari nel 1865, era ridotta a qualche migliaio nel 1980.

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