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Abitanti acque > Mammiferi marini
A.P.S.S.L.
F.I.P.S.A.S.


Classe: Mammiferi
Ordine: Cetacei
Famiglia: Physeteridae
Nome scientifico: Physeter macrocephalus
Nome italiano: Capodoglio
Morfologia:
Il capodoglio è caratterizzato da una testa molto grande, soprattutto nei maschi, che occupa normalmente un terzo della lunghezza dell'animale. Infatti il nome specifico macrocephalus deriva dal greco e significa "grossa testa". A differenza della pelle liscia della maggior parte delle altre grandi balene, la pelle del dorso del capodoglio è solitamente piena di protuberanze ed è stata paragonata ad una prugna secca dagli amanti del whale-watching. Ha una colorazione grigio uniforme, sebbene possa apparire bruna alla luce del sole; sono state osservate anche balene albine bianche. Forse non sorprende il fatto che il capodoglio abbia il cervello più grande e più pesante di tutti gli animali moderni ed estinti conosciuti (pesando in media 7 kg in un maschio adulto). Nonostante questo, il cervello non è grande, paragonato alle dimensioni corporee. Lo sfiatatoio è situato molto vicino alla parte frontale della testa ed è spostato sul lato sinistro della balena. Questo dà origine ad un caratteristico soffio rivolto in avanti di dimensioni consistenti. Il capodoglio non ha una vera pinna dorsale, ma sono presenti una serie di escrescenze sul terzo caudale del dorso. La più grande veniva chiamata 'gobba' dai balenieri e per la sua forma viene comunemente scambiata per la pinna dorsale. Anche la coda è triangolare ed è molto sottile. Prima di immergersi l'animale la innalza per una notevole altezza sulla superficie dell'acqua. I capodogli hanno 20-26 paia di denti a forma di cono nella mandibola inferiore, lungo ognuno 8-20 cm. Ogni dente può pesare quasi un chilogrammo. La ragione della presenza dei denti non è nota con certezza. Si crede che non siano necessari per nutrirsi di calamari e infatti in natura sono stati trovati capodogli privi di denti in ottima salute. L'attuale opinione scientifica generale è che i denti vengano usati nelle aggressioni tra maschi della stessa specie. Questa ipotesi viene motivata dalla forma conica e dal grande spazio tra un dente e l'altro. Inoltre i capodogli maschi mostrano spesso cicatrici che sembrano causate dai denti di altri maschi. Nella mascella superiore sono presenti denti rudimentali, ma questi si aprono raramente nella bocca.
Riproduzione e accrescimento:
I capodogli sono tra i cetacei che mostrano un maggiore dimosfirmo sessuale (cioè una grande differenza tra maschi e femmine). I maschi sono generalmente più lunghi (16-18 m) del 30-50% delle femmine (12-14 m) e pesano il doppio (50 tonnellatecontro 25 tonnellate). Alla nascita sia i maschi che le femmine misurano circa 4 m di lunghezza e pesano 1 tonnellata. I capodogli sono un esempio principale di specie che ha adottato la strategia-K, cosa che fa credere che la specie si sia sviluppata principalmente sotto condizioni ambientali molto stabili. Questa evoluzione relativamente "facile" ha portato la specie ad avere un basso tasso di natalità, una lenta maturazione ed un'alta longevità. Le femmine partoriscono una volta ogni quattro-sei anni ed il periodo di gestazione dura al minimo 12 mesi e forse si protrae per 18 mesi. L'allattamento dura dai due ai tre anni. Nei maschi la pubertà dura circa dieci anni, all'incirca tra i 10 e i 20. I maschi continuano a crescere anche a 30-40 anni e raggiungono le loro piene dimensioni circa a 50 anni. I capodogli vivono fino a 80 anni. Il capodoglio detiene alcuni record del mondo naturale:
1. Il più grande mammifero con i denti conosciuto.
2. Il cervello più grande di ogni creatura vivente della Terra. Il cervello di un capodoglio maturo pesa 7 kg e sono persino esistiti esemplari con cervelli che pesavano 9 kg.
3. Il mammifero che si immerge più in profondità (fino a profondità di 2200 metri), trattenendo il respiro per più di 2 ore.
4. L'animale più rumoroso del mondo. Gli schiocchi del capodoglio hanno un livello di emissione che supera i 230 dB ad una pressione di 1 micropascal e ad una distanza di 1 metro.
Alimentazione:
Il Capodoglio è uno dei Cetacei più affascinanti per la strategia alimentare che adotta. Questa, infatti, lo porta a cacciare ad elevate profondità ed in ragione della pressione e del buio al quale quest'animale nuota regolarmente, esso ha dovuto sviluppare adattamenti peculiari e particolarmente interessanti. È un cacciatore attivo, predando probabilmente su calamari giganti. Si nutre anche di polpi e occasionalmente di pesce.
Comportamento:
Le femmine formano branchi, che comprendono i piccoli dell'anno corrente, che si assottigliano mano mano che i giovani crescono. In questi "asili" le madri, collettivamente, curano e proteggono i piccoli dagli attacchi delle orche: probabilmente i maschi adulti sono in grado di difendersi da soli da qualsiasi predatore. I capodogli preferiscono le acque tropicali e la loro maggiore zona di diffusione comprende tutti gli oceani e tutti i mari fra il 40° di latitudine nord e sud. Nel corso delle loro vaste migrazioni essi possono, tuttavia, spingersi anche in acque fredde, sia più a nord, sia più a sud. E' certo ormai che all'interno del bacino del Mediterraneo si riproducano, in particolare,importantissima appare l'area dell'Arcipelago delle Eolie, che presentando fondali ripidi e profondità elevate, garantisce una costante presenza di cefalopodi anche di grandi dimensioni.
Distribuzione:
Il capodoglio è un animale essenzialmente tropicale Pare accertato che, per ragioni misteriose, in certi periodi dell'anno i maschi seguano una rotta diversa da quella delle femmine e dei giovani, incontrandosi con essi nelle acque del Pacifico due volte all'anno, per separarsi nuovamente dopo qualche settimana dividendosi, questa volta, in due raggruppamenti che gli Americani chiamano games, in cui si ritrovano individui di età e sesso diversi. Quindi, tali gruppi si fondono ancora una volta in zone particolari, formando branchi di notevole entità. La ragione di questi complessi spostamenti sembra dipendere dalle migrazioni dei branchi di cefalopodi i quali, a loro volta, seguono quelle dei pesci pelagici i quali sono costretti, dal canto loro, a recarsi là dove si moltiplicano e si riproducono masse considerevoli di microscopiche diatomee e di foraminiferi. I viaggi dei capodogli, infine, sono pure subordinati alle correnti, allo stato dei ghiacci sulle calotte polari, ecc.