Carpa Laghetto - FipsasLodi

Associazione dei Pescatori Sportivi e Subacquei Lodigiani
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Carpa Laghetto

Agonismo

In tutti i tipi d'ambiente di acque dolci, specialmente nelle acque ferme o molto lente, un solo pesce su tutti vi regna incontrastato: questo pesce è la carpa. Anche se è ritenuta meno nobile in confronto alla trota o ad altri pesci, lei è la regina delle acque italiane. Infatti in qualunque ambiente, grazie alla sua scarsa esigenza di purezza, ossigenazione e temperatura d'acqua, la carpa è presente ovunque, e tra i pesci d'acqua dolce, escludendo gli ormai rari lucci, e i "clandestini" siluri, è il pesce che raggiunge le dimensioni maggiori, e questo è confermato dal peso di una carpa che è l'attuale record: 39,5 kg. Insomma dal Nord al Sud, dal grande fiume al piccolo canale di bonifica, dal grande lago ai piccoli laghi, possiamo stare sicuri di incontrare un pesce combattivo forte e scaltro, e cioè la carpa. Essa ha anche il grande pregio di avere invogliato migliaia di persone a iniziare a pescare, come i bambini, la maggior parte di essi inizia a pescare le carpe, e continuano a pescare per sempre, ed è solo grazie a lei che adesso vi sono molti grandi e bravi pescatori. Per riuscire a catturarla sono state messe a punto nuove tecniche, nuove attrezzature, dando vita ad una nuova tecnica di pesca, praticata da milioni di pescatori.

Conosciamola meglio
Il suo vero nome è Ciprynus carpio, ed è di origine asiatica. Per duemila anni la carpa ha avuto grande importanza come pesce d'allevamento, e indubbiamente, come tale fu introdotta anche in Europa, probabilmente ad opera dei romani. In seguito vi fu una più larga distribuzione in tutta l'Europa dal 1300 al 1500, ovvero nel medioevo. In seguito è stata anche introdotta in America del Nord (nel 1877), dove però si è verificato un effetto negativo di sovrappopolamento in molte acque, compromettendo la loro crescita. Esistono vari tipi di carpe, differenti per forma ed origine, vediamo di individuarli e descriverli:

Alcune caratteristiche
Parliamo ora dell'aspetto della carpa e delle sue caratteristiche più importanti e speciali. Iniziamo con la vista: tra gli organi di senso, gli occhi sono di certo i più sviluppati. Sono posizionati ai lati della testa, sporgenti con visione a 180° fino ad un metro da vicino, poiché sono così accomodati a riposo; sotto sforzo, cioè per la visione da lontano, la lente (cristallino) viene spostata all'indietro (verso la retina) provocando una vera e propria incavatura nell'occhio. Nonostante ciò è in grado di scorgere tutto ciò che la circonda, sia in acqua che fuori, a parte ciò che si trova più in basso rispetto ad un' angolo di 45° sull'acqua, che a causa dell'effetto prismatico del liquido, fa cambiare traiettoria ai raggi di luce che provengono dall'esterno. Ogni occhio, quindi, possiede un ampio campo visivo e valuta la profondità attraverso il movimento della preda o del predatore. Per non farsi scorgere da essa è necessario vestirsi in modo mimetico e restare fermi il più possibile.

Passiamo all'udito: nei pesci è a carico del solo orecchio interno, che è composto da una parte superiore con i 3 canali semicircolari (per l'equilibrio in fase di nuoto) e una parte inferiore (adibita alla ricezione delle onde sonore) con due camere che contengono formazioni calcaree (otoliti) sospese in un liquido in cui "pescano" delle cilia (cellule nervose sensitive). Un ulteriore contributo all'ottima ricezione del suono da parte della carpa è l'attività combinata di due organi molto importanti presenti nei Ciprinidi: la vescica natatoria e l'apparato del Weber. Poiché il gas (una miscela di anidride carbonica,ossigeno ed azoto) presente nella vescica natatoria, è più comprimibile dell'acqua, le onde sonore la fanno vibrare in modo da amplificare i suoni; una catena di ossicini (presenti SOLO nei Ciprinidi) detta apparato di Weber collega direttamente la vescica con la parte inferiore dell'orecchio interno permettendo una funzionalità uditiva molto migliore: nei Ciprinidi, infatti, abbiamo la frequenza dei suoni percepiti varia da 6000 a 13000 Hertz (20000 Hertz nell'uomo), mentre in quelli senza apparato del Weber, la frequenza varia solamente da 800 a 3000 Hertz; nei pesci cartilaginei (squali,razze,torpedini,ecc) e negli storioni che sono privi di vescica gassosa, il limite è compreso tra 55 e 500 Hertz. E', pertanto, necessario fare il meno rumore possibile durante la sessione di pesca, anche se, come nel carpfishing, le nostre esche si trovano a diversi metri dal nostro spot.

L'olfatto: è sentire "a distanza" le sostanze chimiche presenti nell'acqua. Il paio di cavità olfattorie è posizionato davanti agli occhi con una narice anteriore per l'entrata dell'acqua ed una posteriore per l'uscita. Tuttavia, l'olfatto è uno dei sensi meno sviluppati nei Ciprinidi, ma non è di certo poco importante poiché serve per la ricerca del cibo, la vita sociale, per evitare i predatori e per riprodursi.
Ora parliamo del gusto: Il gusto: è sentire "da vicino" le sostanze chimiche, è come un olfatto di prossimità. Nei pesci ossei, i bottoni gustativi (le cellule sensoriali adibite alla ricezione del gusto) sono situate sui barbigli,nella bocca, nel faringe, negli archi branchiali e sulla superficie del corpo; tuttavia, nella Carpa, pesce che utilizza moltissimo questo senso, il numero dei bottoni gustativi può arrivare anche a 10000 per centimetro quadrato nei barbigli. Attraverso queste appendici boccali e i bottoni posti sul muso,la carpa scegli prima ancora che con la bocca il cibo. Dopo aver accuratamente scelto il cibo, la carpa si affida al faringe o per la masticazione, che avviene tramite grossi denti faringei, o per il rigetto del bolo (alimento ingerito e già in fase digestiva). Una curiosità: nel periodo della "frega" i Ciprinidi perdono i denti che vengono poi sostituiti da nuovi (polifiodontismo). Essendo pesci senza stomaco, le carpe, cominciano già il processo digestivo all'interno del faringe (come l'uomo) e lo prosegue, poi, nell'intestino grazie alla produzione di vari enzimi e succhi prodotti da pancreas, fegato e bile; è necessario, pertanto, che la nostra esca, la boiles per i carp-angler, possegga un alto potere di digeribilità, quindi un basso contenuto % di grassi ( biomolecole che la carpa fatica a digerire) rispetto a proteine e carboidrati.

La linea laterale: è l'organo "meccano-recettore" che percorre tutto il corpo del pesce dalla testa alla pinna codale. I pori della linea laterale percepiscono linee di flusso, variazioni di pressione, onde acustiche, onde di compressione e rimbalzo e potenziali elettrici.
La carpa è un pesce molto longevo, può vivere fino a 40 anni, raggiungendo dimensioni notevoli che variano dalle condizioni dell'ambiente in cui si trova, al variare della temperatura e dalla quantità di cibo. La sua taglia media catturabile ovunque è comunque sui 2-3 kg. Per avere un'idea del suo accrescimento annuo, possiamo dire che a 3 anni il suo peso è attorno ai 600 grammi per 30 cm, al quinto anno un peso di 2 kg per 50 cm (la taglia di norma). Da qui in poi solo le carpe che riescono a resistere al freddo, alle malattie e ai parassiti, alla siccità, allo scarso ossigeno, all'inquinamento, ai pescatori professionisti o ai bracconieri, a 10 anni possono raggiungere i 4 kg per poi crescere sempre più. Questi si trovano spesso in fiumi e canali e laghi della pianura.

Ambiente
La carpa è un pesce che cambia luoghi al cambiare del clima e della temperatura e in relazione al cibo che può trovare in quel determinato periodo. Tuttavia, la carpa è pescabile tutto l'anno, sebbene ovviamente, d'inverno la probabilità di catture sono minime, ma quasi sempre da record. Vediamo in generale a partire da inizio primavera, il comportamento delle carpe, per poi andare sullo specifico stagione per stagione.
Appena è passato l'inverno (diciamo fine febbraio), le carpe sono ancora riunite in piccoli gruppi (formatisi in autunno) e sono presenti in acque profonde, dove vi sono buche e magari sorgenti subacquee o piccoli affluenti (tutti posti dove è più probabile trovare cibo), che hanno una temperatura più accettabile a causa dell'inversione termica. Inoltre dobbiamo tenere d'occhio i posti più esposti al sole (che scaldano l'acqua) e quelli più riparati dal vento (che gioca sempre un'importante ruolo nella pesca). Altre caratteristiche che può avere il posto scelto dalle nostre amiche carpe, possono essere fondali regolari, senza vegetazione, ma con acque limpide, dove il fondo è ricoperto da limo (causa la decomposizione della vegetazione). Altre invece, preferiscono restare ancora nel fango del fondale per proteggersi dal freddo, e magari sono ancora in "letargo", anche se è una definizione inesatta, in quanto la carpa, essendo a sangue freddo, vive in base alla temperatura che vi è nell'ambiente che la circonda, influenzando le sue azioni. L'orario migliore per la pesca della carpa, risulta nelle ore più calde, dalle 11 di mattina fino a metà pomeriggio o fino al tramonto nelle giornate particolarmente buone (con sole ed assenza di vento). L'attività della carpa in questo periodo è in base alla temperatura dell'acqua:solitamente finché non si va al di sotto degli 8°C, essa è ancora attiva. Le catture possibili saranno comunque molto soddisfacenti, in quanto le carpe attive sono le più grosse.
Arriva la fine di marzo, e le acque si cominciano a scaldare, il vento riossigena l'acqua e mescola i vari strati dell'acqua, portando l'insieme ad una temperatura uniforme. Questo processo è tanto più veloce in specchi d'acqua piccoli, come è più lento in specchi d'acqua grandi. Inoltre viene rallentato da vai agenti atmosferici. Proprio a questo riscaldamento dell'acqua, la carpa si posiziona nelle acque più basse, che si scaldano prima, e i raggi solari arrivano anche prima sul fondo, facendo nascere microrganismi di cui la carpa si nutre. La sera, dopo il tramonto, le carpe tornano sul fondo in cerca di tepore. In pratica durante la giornata, i gruppi che vi erano, si cominciano a dividere, e si postano verso le acque più basse, seguendo sempre il solito tragitto. Esso dura di più in base alla lunghezza delle giornate e dunque alla quantità di tempo in cui l'acqua viene riscaldata. Altri posti che vengono scelti, sono fondali in pendenza, dove trovano cibo e una temperatura accettabile, e i probabili rovesci primaverili non possono disturbarla. A maggio, la carpa rimane nelle acque basse fino a tardo pomeriggio (è possibile vederle osservando lo specchio d'acqua), e la loro attività e rivolta ad immagazzinare più cibo possibile per prepararsi alla frega, ormai imminente, cercando cibo e un posto dove deporre le uova. Solitamente si orientano verso le zone dove sono nate loro stesse, erbai,canneti, lanche, ecc. Dedicando una giornata a guardare le carpe spostarsi (si riconosce facilmente la sua scia), sarà possibile osservare la frega, e dopo anche pescare (alla fine della frega ovviamente), in quanto individuando il suo solito tragitto, possiamo posizionarci e pescare nella zona più adatta a noi.
Durante il periodo della frega, è ovviamente vietato la pesca della carpa, e solitamente questo periodo va dal 15 maggio a fine giugno. Possiamo comunque pescare altri pesci in questo periodo, e contemporaneamente osservare le carpe in frega, che è uno spettacolo non da poco:vedere le carpe nuotare velocemente tra canneti ed erbai... ci fa capire la vera forza di questo pesce... e dunque anche l'attrezzatura che usiamo per essa, non è da scegliere a caso, come durante il recupero bisogna cercare di assecondare le potenti fughe. Dunque possiamo approfittare di questo periodo, anche per cercare le postazioni migliori, osservare e capire il comportamento della carpa nell'ambiente, pasturare per il periodo successivo, in modo che si abituino alle nostre esche.
Finita la frega, le carpe sono ancora riunite in gruppetti, ma giorno dopo giorno tendono a dissociarsi. Continuano inoltre a fare i soliti tragitti, e ciò ci permette (se la conosciamo bene) di poterla catturare facilmente. Ambienti dove trovarle sono le prossimità di torrenti, affluenti, sorgenti sotterranee, o tutti i posti ben ossigenati e freschi (dunque anche all'ombra). Le carpe sono solitamente nel sottoriva adesso, e bisogna stare attenti a non fare rumori molesti. Da luglio a metà settembre, si avrà una situazione strana, che varierà con la temperatura. Quando ci sarà molto caldo, le carpe mangeranno di sera e di notte, quando vi è fresco, mentre negli altri periodi del giorno tenderanno a restare ferme. I periodi in cui possono mangiare anche di giorno, saranno durante e dopo i temporali, che rinfrescano le acque e le riossigenano. Dunque è sempre meglio pescare anche nelle zone dove il vento increspa l'acqua, in quanto la riossigena, e magari all'ombra di qualche albero. Diciamo che da metà agosto, le acque rinfrescate dai temporali, danno le condizioni migliori per la carpa, ed esse cominciano come in primavere a muoversi, seguendo il loro solito tragitto.
A inizio ottobre la temperatura si abbassa di molto (dai 10 ai 15°C), ma il processo di raffreddamento dell'acqua è molto lento, in quanto trattiene di più il calore. Si ha un'accelerazione di raffredamento quando vi sono perturbazioni. A novembre-dicembre iniziano le prime brinate (dunque la temperatura scende sotto lo 0 di notte), e la temperatura si abbassa ancor di più. A 4°C l'acqua diventa più densa, e la parte più ricca di ossigeno e fredda, scende sul fondo, al contrario di ciò che succede in primavera. I venti pensano poi a rimescolare gli strati e a uniformare la temperatura. Questo abbassamento di temperatura non significa però che le carpe non cerchino cibo, anzi!siccome devono immagazzinare cibo per l'inverno, sono ancora attive, sebbene in gruppo e in acque più profonde. Bisogna essere molto attenti nell'osservare lo specchi d'acqua e capire dove possono essere rintanate la carpe, per riuscirne a pescare, in quanto riducono di molto i loro spostamenti.
Con l'arrivo dell'inverno i giorni sono sempre più freddi, e solitamente si finisce di pescare la carpa. Però se qualche specchio d'acqua ferma non ghiaccia, e ci sono giornate piacevoli, vi è ancora la possibilità di catturare qualche bella carpa. Se poi si è a conoscenza di posti dove le carpe sono attive tutto l'anno, e cioè dove si formano degli ambienti che per motivi di svariata natura tendono a creare condizioni ottime per le carpe, diventa anche troppo facile catturale, in quanto sicuramente saranno tutte lì. Comunque anche nelle prossimità di affluenti e torrenti che creano profonde buche che hanno temperature accettabili, è possibile catturare, come nei pressi di canali che derivano da centrali idroelettriche, che servono per il riscaldamento delle turbine. Qui i pesci rimangono sempre attivi, ed è probabile catturare qualcosa. Possiamo cercare la carpa in lanche, prismate, nelle prossimità dei piloni dei ponti (dove a causa della corrente si creano le buche più grosse), nei curvoni dei fiumi. Molto importante è che la profondità sia di minimo tre o quattro metri e in prossimità di erbai e canneti, dove vi è dunque la possibilità di trovare cibo. L'arma sicuramente più potente in questi casi è comunque la pazienza, la tenacia e la passione!

Tecniche di pesca
Come nella pesca del siluro, anche in quella delle carpe vi sono vari metodi per pescare: La pesca a fondo, la pesca con il galleggiante e la tecnica del carpfishing. Vediamo di spiegarle:

La pesca a fondo
La pesca a fondo è stata senz'altro la più praticata in passato ed è tutt'ora molto diffusa tra le vecchie generazioni di pescatori. Si tratta indubbiamente di una pesca d'attesa, dove il fattore tempo è determinante, ed è per questo che questa tecnica è ancora molto diffusa nelle campagne, dove gli ambienti adatti sono a due passi da casa, mentre è stata quasi del tutto soppiantata da altri sistemi fra i pescatori di città. La lenza è composta da un piombo scorrevole a forma di oliva, di prisma o di saponetta, infilato direttamente sulla lenza madre (superire allo 0,30) e bloccato in basso dalla girella di collegamento del terminale. Il finale, lungo 60-80 centimetri, ha spessore leggermente inferiore, e porta un robusto amo del 6 o dell'otto, oppure una piccola ancorina per l'innesco di impasti e polenta. Bisogna utilizzare una canna robusta con un mulinello altrettanto robusto e dal recupero non troppo veloce. Poi si lancia, si aspetta che la lenza raggiunga il fondo, e poi si mette la canna sull'apposito picchetto o su una forcella di legno, e si recupera quel tanto che basta a mettere il filo in tensione, in modo che quando il pesce mangia, il vettino della canna si piega, segnalando l'abboccata del pesca, e a questo punto si ferra con decisione. E' consigliato lasciare molle la frizione del mulinello, perché dopo un po', il pesce sente la resistenza del vettino. Per sentire la mangiata, si può appendere un campanellino sul cimino della canna, in modo che quando il vettino si muove, il campanello suona per avvertirci della mangiata. Nel disegno, è rappresentata la lenza.

La pesca con il galleggiante
La pesca con il galleggiante non necessita di una tecnica del tutto diversa da quella convenzionale per gli altri ciprinidi. Occorre però un'attrezzatura molto robusta, per fronteggiare carpe che possono raggiungere vari kg. Con questa tecnica si può arrivare anche nei punti più irraggiungibili, come i canneti, giuncheti, ed è molto comoda. Questa tecnica si può usare anche con canne fisse e roubaisienne (specialmente nei laghi a pagamento), oltre che con quelle a mulinello. Oltre ai galleggianti fissi si possono usare quelli scorrevoli, ma il risultato alla fine è uguale. Questa è la lenza della pesca con lo scorrevole con una canna a mulinello:
Se vogliamo usare invece le canne fisse, dobbiamo usare semplicemente una lenza come quella precedente ma con un galleggiante fisso, e senza torpilla, con i piombini che equilibrano il galleggiante. Inoltre bisogna avere un buon elastico fissato bene con un'apicale stonfo, dove si aggancerà la lenza. Molto comode sono le roubaisienne, lunghe fino a 16 metri, ma divise in vari pezzi, che ci permettono di raggiungere una certa distanza con poca lenza. Per usarle però ci vuole molta esperienza e spazio, infatti sono molte ingombranti, e necessitano di un rullo dove far scorrere la canna quando si recupera il pesce, in quanto durante il recupero bisogna ridurre la canna di lunghezza fino ad essere pari alla lenza, e ciò si fa "staccando" i vari pezzi della canna.

Esche
Le esche che possiamo offrire alla carpa sono molte. Si può innescare il tradizionale granoturco (che vendono anche aromatizzato ad altri gusti), la mollica del pane, i bigattini, i lombrichi, il ver de vase (larva di cui le carpe vanno matte), la polenta(che si può fare in casa con gli ingredienti che si vuole), ma anche vari legumi, come le fave, oppure ortaggi come i piselli. Queste sono le esche tradizionali per la pesca a fondo e con il galleggiante, sia per le canne fisse che a mulinello, e possono essere accompagnate con varie pasture. Se pratichiamo il carpfishing invece, l'esca per eccellenza è la boile. Si tratta di una pallina di farina compressa bollite e fatte poi essiccare, ad alto contenuto proteico disponibile in vari colori e aromi. Questi aromi vengono ormai prodotti da moltissime aziende, in decine e decine di gusti di qualunque tipo (dalla fragola alla cipolla), e vengono venduti anche addensanti, coloranti, vitamine, spray da spruzzare sulle boiles per aromatizzarle di più, ecc.. Esiste anche un attrezzo per lanciare con precisione le boiles nei punti desiderati, e questo è il Cobra, un tubo forato all'inizio di un lato, e dalla forma che ricorda un serpente, da dove prende il nome. Nei negozi le boiles vengono vendute in sacchi di svariati kg, o in pratici secchielli, oppure si possono trovare le confezioni contenenti i mix base per la produzione di esse in casa, da arricchire con i vari prodotti (liquidi o in farina).

Attrezzature
Per poter discutere su quale canna usare nella pesca della carpa, dobbiamo tenere presente delle tante tecniche che esistono, e dunque della canna più adatta per ognuna di esse. Vediamo dunque di provare a dare un riferimento in base alla tecnica.

Pesca a fondo: E' la tecnica più antica, più semplice, e forse la più usata (sicuramente lo era decenni fa) per la pesca della carpa, probabilmente perchè la più redditizia e la più semplice nella attrezzatura. Considerando che l'azione di pesca è molto semplice, e dobbiamo utilizzare piombi e olive per fare sì che la lenza stia sul fondo, abbiamo la necessità di usare canne molto robuste, lunghe sui 3-4,5 metri, con una potenza che può andare dai 30 grammi in su.

Legering: Essendo un'evoluzione della pesca a fondo, con l'utilizzo di strumenti moderni. Al posto delle grosse e robuste canne per la pesca a fondo, si usano canne corte (max 3 metri), molto sensibili (per segnalare l'abboccata e rendere il combattimento più piacevole), ma allo stesso tempo devono essere molto potenti, in quanto in grado di portare a rive carpe anche di notevoli dimensioni.
Pesca col galleggiante tradizionale: Occorre una attrezzatura molto robusta, di una lunghezza che può variare tra i 4,5 e i 5 metri, e per questo spesso vengono usate delle canne bolognesi. La potenza deve essere adeguata a poter riuscire a pescare carpe di svariati kg, dunque come minimo una 30 grammi. Non è importante il materiale, va bene sia il vecchio vetroresina che le nuove fibre di carbonio, molto importante invece è l'anellatura, che deve essere di ottima qualità.    

Pesca all'inglese: Questo tipo di pesca necessita di canne sui 4 metri e con una potenza sui 20-25 grammi, e molto robuste, tipo le classiche tre pezzi da gara, e non quelle per la pesca in fiume a cavedani o altri tipi di pesci che necessitano di lenze sottili e canne più sensibili. Vanno comunque bene anche le normali telescopiche con azione semiparabolica progressiva, in modo di esercitare massima trazione sul pesce fin dall'inizio del combattimento.           

Pesca con la roubaisienne: In commercio esistono principalmente due tipi di roubaisienne non tenendo conto della lunghezza, quelle leggere in carbonio ad alto modulo, costose, usate in gare, e quelle invece costruite con fibre di carbonio meno pregiate, magari più pesanti, ma più elastiche e resistenti. Le prime vengono utilizzate specialmente in carpodromi  e nelle gare in essi, perché non vi sono condizioni avverse e i pesci non sono combattivi come nell'ambiente naturale. In queste gare e nei carpodromi si utilizzano roubaisienne fino a 13 metri. Se peschiamo invece in ambienti naturali, abbiamo la necessità di utilizzare attrezzi più robusti, e dunque i secondi descritti, in misure di massimo 12 metri. Ricordiamo che tutti i tipi di roubaisienne non sono abbastanza morbide da assecondare le sfuriate del pesce, in quanto molto rigide, e siamo costretti a montare un elastico nel cimino (il primo pezzo della roubaisienne), in base alla lenza che usiamo, al tipo di pesce che insidiamo. Il giunto tra l'elastico e la lenza, si chiama apicale, che viene fissato a capo dell'elastico, mentre la lenza madre viene agganciata tramite un'asola all'apposito gancio dell'apicale. Risulta dunque molto importante anche lubrificare spesso l'elastico, specialmente dove esce, e cambiarlo dopo svariate battute di pesca, per non incombere in spiacevoli sorprese.

Pesca con le canne fisse: sono le canne con cui si inizia a pescare da bambini, costruite normalmente in vetroresina (ma ne esistono anche in svariate fibre di carbonio, ma a prezzi non economici), economiche, dotabili o no di elastico, e adatte a pescare in laghi, carpodromi, canali. Ne esistono di tutte le lunghezze, da 1  a 7 metri, e sono molto adatte nella pesca del nostro ciprinide, e la loro velocità di montaggio, smontaggio, la semplicità delle lenze e del tipo di pesca, ne fanno da sempre una delle più utilizzate.

Gara

Data

Campo gara

Settori

Giornata

Individuale

1




2




3




4




5




Classifica Progressiva Provinciale Carpa Laghetto a Squadre/Individuale anno 2018

Classifica Progressiva Provinciale Carpa Laghetto a Squadre anno 2018

Gara

Data

Campo gara

Settori

Giornata

Individuale

1




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3




4




5




Classifica Progressiva Regionale Carpa Laghetto a Squadre/Individuale anno 2018

Classifica Progressiva Regionale Carpa Laghetto a Squadre anno 2018

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