F.A.Q. - FipsasLodi

Associazione dei Pescatori Sportivi e Subacquei Lodigiani
Sezione Provinciale Convenzionata F.I.P.S.A.S. - Milano/Lodi
Piazzale degli Sport, 1 - Lodi - Tel.02 2046863
Orari di Segreteria: da Lunedì a Giovedì - 9 * 12,30 - 13,30 * 17 - Venerdì - Sabato e Festivi chiuso
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F.A.Q.

Acque Interne

COPERTURE ASSICURATIVE


Si pubblicano, come FAQ, le domande più frequenti e le relative risposte in merito alle nuove coperture assicurative.Ben inteso, tali informazioni si riferiscono a situazioni generiche, per cui la valutazione dei sinistri, che sarà eseguita dalla compagnia assicuratrice, sarà definita caso per caso, in base agli specifici eventi.

QUALI COPERTURE ASSICURATIVE COMPORTA IL POSSESSO DELLA TESSERA H24?
Il possesso della tessera h24 consente di estendere le coperture assicurative previste dalla Tessera federale a tutte le attività sportive federali che si svolgono nel territorio nazionale, siano esse appartenenti o non appartenenti al settore sportivo per il quale si è tesserati, sia che siano svolte in impianti di proprietà o in convenzione o di competenza della F.I.P.S.A.S. sia che siano svolte in ambienti liberi. In ambito internazionale l’assicurazione copre gli infortuni occorsi nell’esercizio di attività sportiva organizzata e copre sempre e comunque per la RC.

UN POSSESSORE DI TESSERA AMATORIALE PUÒ ACQUISTARE LA TESSERA H24?
No la Tessera h24 può essere acquistata solo dai possessori di Tessera federale Adulti o Giovani.

UN TESSERATO FEDERALE CHE PRATICA ATTIVITÀ SPORTIVA ALL’ESTERO, È ASSICURATO PER GLI INFORTUNI?

Sì, ma solo per le attività ufficialmente riconosciute dalla Federazione e definite in data antecedente alPevento che ha provocato l’infortunio.

UN TESSERATO DEL SETTORE ACQUE INTERNE NON ATLETA, È ASSICURATO NELL’ESERCIZIO DELLE ATTIVITÀ DI PESCA SPORTIVA?
Sì, ma solo per le attività svolte nelle acque federali o durante la partecipazione a manifestazioni, riunioni ed eventi organizzati dalla Federazione o da suoi organi.

UN TESSERATO DEL SETTORE ACQUE INTERNE NON ATLETA CHE PRATICA ATTIVITÀ SPORTIVA SINGOLARMENTE, È ASSICURATO ANCHE SE TALE ATTIVITÀ NON È INSERITA IN CALENDARI O ALTRI PROGRAMMI UFFICIALI?
Sì, ma solo in impianti di proprietà federale o convenzionati con la Federazione

UN TESSERATO ATLETA È SEMPRE ASSICURATO?
No, solo nell’esercizio delle attività federali e negli ambienti che competono al settore sportivo di appartenenza, ovunque, su tutto il territorio nazionale.

UN TESSERATO ATLETA È ASSICURATO ANCHE SE È IN ALLENAMENTO?
Sì, purché l’allenamento sia svolto negli ambiti territoriali del settore di appartenenza (Acque interne per il settore Acque Interne, Mare per il Settore Attività Marittime etc.)

UN DIRIGENTE FEDERALE O SOCIETARIO O UN TECNICO FEDERALE CHE SI RECA IN TRASFERTA, E' ASSICURATO IN ITINERE E DURANTE IL PERIODO DI TRASFERTA?
Si ma solo nell’esercizio delle attività previste dal ruolo di Dirigente o Tecnico.

I POSSESSORI DI TESSERE AMATORIALI SONO ASSICURATI?
Sì ma solo nell’esercizio delle attività previste da ogni singola tessera amatoriale.

SE UNA SEZIONE PROVINCIALE O UNA SOCIETÀ ORGANIZZA UNA MANIFESTAZIONE SPORTIVA PER ADULTI O GIOVANI, I PARTECIPANTI TESSERATI SONO ASSICURATI?
Sì, se trattasi di una manifestazione autorizzata dalla Federazione.

IL FISCALISTA RISPONDE

LA PAGINA DELLE RISPOSTE Al PRINCIPALI DUBBI RELATIVI AL
TRATTAMENTO TRIBUTARIO DELLE ASD/SSD


1.   Le Associazioni Sportive Dilettantistiche devono avere obbligatoriamente il codice fiscale e/o la Partita IVA?
Ogni soggetto giuridico, nel momento in cui viene costituito e diventa giuridicamente esistente, deve chiedere l'attribuzione del Codice Fiscale, alla stregua di un bambino appena nato. Questo lo accompagnerà in tutta la sua "vita" giuridica.
Al contrario la Partita IVA deve essere richiesta solo se la ASD esercita attività commerciale, cioè pubblicità, sponsorizzazioni ovvero cessioni dì beni, prestazioni di servizi e/o somministrazione di alimenti e bevande. Si segnala che viene considerata, al fine del rilascio della Partita IVA, attività commerciale anche quella "decommercializzata" effettuata verso i soci a fronte di un corrispettivo che non superi i costi diretti imputabili al bene ceduto o al servizio prestato.

2.   Cosa succede se non viene chiesto il codice fiscale o la partita IVA?
Nel caso di obbligo di richiesta del codice fiscale si può applicare esclusivamente una sanzione fissa, mentre nel caso dì mancata richiesta di rilascio della Partita IVA, alla stessa si connettono obblighi contabili e dichiarativi per cui vengono fatte le stesse contestazioni avanzate ai cosiddetti "evasori totali", cioè sanzioni per omessa dichiarazione ed analoghe con gravi conseguenze sanzionatorie.

3.   L'atto costitutivo e lo statuto delle ASD devono essere registrati?
Non necessariamente. Gli adempimenti richiamati dall'art. 90 L. 289/2002 prescrivono l'obbligo di costituirsi in forma scritta, ma non l'obbligo della registrazione dello statuto.
Lo statuto deve però essere registrato, oltre a contenere particolari norme, se la ASD vuole decommercializzare l'attività nei confronti dei soci, ai sensi dell'art. 148, terzo comma, DPR 917/1986.

4.   Le ASD devono essere iscritte al Registro CONI?
Se vogliono usufruire di tutte le agevolazioni previste dall'art. 90, L. 289/2002 allora è obbligatoria l'iscrizione.
In particolare è interessante sottolineare che le norme sull'esenzione da tassazione dei rimborsi fino ad Euro 7.500 annui, come altre agevolazioni, sono condizionate all'avvenuta iscrizione nel Registro CONI.
Se non lo fanno perdono tali agevolazioni fiscali e contravvengono ai regolamenti CONI.

5.   Le ASD sono associazioni riconosciute?
Nella maggior parte dei casi no. Il riconoscimento ai fini sportivi del CONI non costituisce e non sostituisce il riconoscimento delle associazioni prescritto dal Codice Civile, la cui competenza costituzionale è demandata all'Organo Territoriale di Governo (Ministero degli Interni) o alle Regioni o Province autonome. Solo in caso di riconoscimento da parte di queste ultime istituzioni l'associazione può dirsi riconosciuta e può iscriversi nel registro regionale delle persone giuridiche private o nell'analogo registro tenuto a livello provinciale dalle prefetture (per quanto di rispettiva competenza).

6.   Quale responsabilità hanno gli amministratori di una ASD non riconosciuta?
Sono personalmente responsabili con il proprio patrimonio delle obbligazioni (debiti) della ASD.

7.   Possono accedere le ASD ai benefici del 5 per mille?
A partire dal 2009 possono accedere a tali benefici esclusivamente le associazioni sportive dilettantistiche che svolgono una rilevante attività sociale. In particolare, possono accedere al beneficio le associazioni nella cui organizzazione siano presenti i seguenti requisiti:
-   che svolgano attività del settore giovanile;
-   che abbiano l'affiliazione al CONI;
-   che svolgano l'attività di avviamento e formazione allo sport dei giovani inferiori ai 18 anni;
-   che svolgano l'avviamento alla pratica sportiva in favore di persone di età non inferiore a 60 anni;
-   che svolgano l'avviamento alla pratica sportiva nei confronti di soggetti svantaggiati in ragione delle condizioni fisiche,psichiche, economiche, sociale o familiari.
A tal fine devono seguire le istruzioni di volta in volta diramate dal legislatore.
Si segnala che, nel momento in cui viene data la presente risposta, non si può ancora dar certezza sulla valenza di quanto detto per il 2010, stante l'atteggiamento ondivago in merito del legislatore.

8.   Le ASD sono obbligate a compilare il modello EAS?
Generalmente sì. Tutte le associazioni, entro 60 giorni dalla loro costituzione o successivamente, entro il 31 marzo dell'anno successivo alle intervenute variazioni, sono tenute a presentare il modello EAS.
Sono escluse tuttavia le ASD iscritte al registro CONI che non svolgano attività commerciale (neanche decommercializzata nei confronti dei soci) e che, pertanto, non siano titolari di partita IVA. Le altre ASD, purché iscritte al Registro CONI, presentano il modello in forma semplificata.

9.   Cosa succede se non viene presentato il modello EAS?
A partire dalla loro costituzione o dal 29/11/2008 per quelle che non l'abbiamo presentato alla prima scadenza avendone l'obbligo, i contributi e le quote associative ricevute dai soci sono considerati ricavi ai fini del conseguente trattamento tributario (ai fini IVA e delle Imposte sui Redditi) e non possono godere della "decommercializzazione" le attività svolte nei confronti dei soci o degli appartenenti ad un'unica organizzazione, con conseguente attrazione di tali attività all'area di assoggettamento ad IVA e ad imposte sui redditi delle relative attività. Gli effetti possono essere estremamente significativi sugli equilibri finanziari delle ASD.

Da rivista Pianeta Acqua




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