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A.P.S.S.L.
F.I.P.S.A.S.
IL FISCALISTA RISPONDE
LA PAGINA DELLE RISPOSTE Al PRINCIPALI DUBBI RELATIVI AL
TRATTAMENTO TRIBUTARIO DELLE ASD/SSD
1. Le Associazioni Sportive Dilettantistiche devono avere obbligatoriamente il codice fiscale e/o la Partita IVA?
Ogni soggetto giuridico, nel momento in cui viene costituito e diventa giuridicamente esistente, deve chiedere l'attribuzione del Codice Fiscale, alla stregua di un bambino appena nato. Questo lo accompagnerà in tutta la sua "vita" giuridica.
Al contrario la Partita IVA deve essere richiesta solo se la ASD esercita attività commerciale, cioè pubblicità, sponsorizzazioni ovvero cessioni dì beni, prestazioni di servizi e/o somministrazione di alimenti e bevande. Si segnala che viene considerata, al fine del rilascio della Partita IVA, attività commerciale anche quella "decommercializzata" effettuata verso i soci a fronte di un corrispettivo che non superi i costi diretti imputabili al bene ceduto o al servizio prestato.
2. Cosa succede se non viene chiesto il codice fiscale o la partita IVA?
Nel caso di obbligo di richiesta del codice fiscale si può applicare esclusivamente una sanzione fissa, mentre nel caso dì mancata richiesta di rilascio della Partita IVA, alla stessa si connettono obblighi contabili e dichiarativi per cui vengono fatte le stesse contestazioni avanzate ai cosiddetti "evasori totali", cioè sanzioni per omessa dichiarazione ed analoghe con gravi conseguenze sanzionatorie.
3. L'atto costitutivo e lo statuto delle ASD devono essere registrati?
Non necessariamente. Gli adempimenti richiamati dall'art. 90 L. 289/2002 prescrivono l'obbligo di costituirsi in forma scritta, ma non l'obbligo della registrazione dello statuto.
Lo statuto deve però essere registrato, oltre a contenere particolari norme, se la ASD vuole decommercializzare l'attività nei confronti dei soci, ai sensi dell'art. 148, terzo comma, DPR 917/1986.
4. Le ASD devono essere iscritte al Registro CONI?
Se vogliono usufruire di tutte le agevolazioni previste dall'art. 90, L. 289/2002 allora è obbligatoria l'iscrizione.
In particolare è interessante sottolineare che le norme sull'esenzione da tassazione dei rimborsi fino ad Euro 7.500 annui, come altre agevolazioni, sono condizionate all'avvenuta iscrizione nel Registro CONI.
Se non lo fanno perdono tali agevolazioni fiscali e contravvengono ai regolamenti CONI.
5. Le ASD sono associazioni riconosciute?
Nella maggior parte dei casi no. Il riconoscimento ai fini sportivi del CONI non costituisce e non sostituisce il riconoscimento delle associazioni prescritto dal Codice Civile, la cui competenza costituzionale è demandata all'Organo Territoriale di Governo (Ministero degli Interni) o alle Regioni o Province autonome. Solo in caso di riconoscimento da parte di queste ultime istituzioni l'associazione può dirsi riconosciuta e può iscriversi nel registro regionale delle persone giuridiche private o nell'analogo registro tenuto a livello provinciale dalle prefetture (per quanto di rispettiva competenza).
6. Quale responsabilità hanno gli amministratori di una ASD non riconosciuta?
Sono personalmente responsabili con il proprio patrimonio delle obbligazioni (debiti) della ASD.
7. Possono accedere le ASD ai benefici del 5 per mille?
A partire dal 2009 possono accedere a tali benefici esclusivamente le associazioni sportive dilettantistiche che svolgono una rilevante attività sociale. In particolare, possono accedere al beneficio le associazioni nella cui organizzazione siano presenti i seguenti requisiti:
- che svolgano attività del settore giovanile;
- che abbiano l'affiliazione al CONI;
- che svolgano l'attività di avviamento e formazione allo sport dei giovani inferiori ai 18 anni;
- che svolgano l'avviamento alla pratica sportiva in favore di persone di età non inferiore a 60 anni;
- che svolgano l'avviamento alla pratica sportiva nei confronti di soggetti svantaggiati in ragione delle condizioni fisiche,psichiche, economiche, sociale o familiari.
A tal fine devono seguire le istruzioni di volta in volta diramate dal legislatore.
Si segnala che, nel momento in cui viene data la presente risposta, non si può ancora dar certezza sulla valenza di quanto detto per il 2010, stante l'atteggiamento ondivago in merito del legislatore.
8. Le ASD sono obbligate a compilare il modello EAS?
Generalmente sì. Tutte le associazioni, entro 60 giorni dalla loro costituzione o successivamente, entro il 31 marzo dell'anno successivo alle intervenute variazioni, sono tenute a presentare il modello EAS.
Sono escluse tuttavia le ASD iscritte al registro CONI che non svolgano attività commerciale (neanche decommercializzata nei confronti dei soci) e che, pertanto, non siano titolari di partita IVA. Le altre ASD, purché iscritte al Registro CONI, presentano il modello in forma semplificata.
9. Cosa succede se non viene presentato il modello EAS?
A partire dalla loro costituzione o dal 29/11/2008 per quelle che non l'abbiamo presentato alla prima scadenza avendone l'obbligo, i contributi e le quote associative ricevute dai soci sono considerati ricavi ai fini del conseguente trattamento tributario (ai fini IVA e delle Imposte sui Redditi) e non possono godere della "decommercializzazione" le attività svolte nei confronti dei soci o degli appartenenti ad un'unica organizzazione, con conseguente attrazione di tali attività all'area di assoggettamento ad IVA e ad imposte sui redditi delle relative attività. Gli effetti possono essere estremamente significativi sugli equilibri finanziari delle ASD.
Da rivista Pianeta Acqua