Pesca al colpo - FipsasLodi

Associazione dei Pescatori Sportivi e Subacquei Lodigiani
Sezione Provinciale Convenzionata F.I.P.S.A.S. - Milano/Lodi
Piazzale degli Sport, 1 - Lodi - Tel.02 2046863
Orari di Segreteria: da Lunedì a Giovedì - 9 * 12,30 - 13,30 * 17 - Venerdì - Sabato e Festivi chiuso
Vai ai contenuti

Pesca al colpo

Agonismo
Con il termine pesca al colpo possiamo indicare molti tipi di pesca che fanno uso di un galleggiante, per segnalare l'abboccata del pesce, tra cui pesca alla roubaisienne, pesca all'inglese, pesca alla bolognese, pesca con la canna fissa e la pesca all'alborella.
La pesca alla roubaisienne è praticata con una canna realizzata con materiali leggerissimi quali il carbonio ed è costruita ad innesti. La lunghezza massima nell'agonismo è di 13,0 mt, nella pesca non agonistica la lunghezza può arrivare a 16,0 mt. Ma può essere utilizzata a diverse lunghezze. Questa tecnica è nata diversi anni fa nella città di "Roubaix" in Francia, da cui ha preso il nome ed ha riscosso immediatamente un enorme successo nelle competizioni di pesca al colpo a livello mondiale, portando la Francia ai vertici più alti delle classifiche. L'azione di pesca consiste nel far scorrere la canna (che è fissa, cioè senza mulinello) su di un rullo folle, posto dietro il panchetto del pescatore, sino a distenderla completamente. La lunghezza della lenza è pari alla profondità dell'acqua nel punto di pesca più 1,5 metri (in media). Il concetto base è quello di pescare con una lenza molto più corta della canna. La punta della roubaisienne viene disinnestata in fase di recupero della preda all'altezza della fine della lenza. Tale punta contiene un elastico collegato alla lenza che permette, in fase di combattimento, di stancare il pesce. Questa tecnica consente di essere estremamente precisi e di raggiungere una distanza notevole da riva, dove nuotano le carpe, con lenze ultraleggere anche in condizione di forte vento e pioggia.
La pesca all'inglese è un tipo di pesca che viene effettuata utilizzando delle canne telescopiche/ad innesti con una lunghezza compresa tra i 3,9 e i 4,5 e metri dotate di mulinello. Si utilizzano per tale pesca i galleggianti all'inglese, i quali vengono uniti alla lenza da una sola estremità. L'azione di pesca si svolge lanciando il galleggiante ad una distanza che può arrivare anche ad 80 m, procedendo (immediatamente dopo la caduta in acqua del galleggiante) ad un veloce recupero di 2/3 metri sott'acqua per far affondare il filo. La canna viene montata con una quantità di anelli doppia rispetto ad un attrezzo utilizzato per la pesca alla bolognese in quanto dopo aver immerso il cimino in acqua, il filo tenderebbe altrimenti ad attaccarsi su di essa impedendo una regolare azione di pesca. La pasturazione viene effettuata nelle vicinanze della zona di caduta del galleggiante. Questa tecnica consente di pescare con una lenza estremamente leggera (in quanto il piombo è montato direttamente sul galleggiante) ad una grande distanza con estrema sensibilità sulla mangiata.
La pesca alla bolognese si effettua con delle canne telescopiche ad anelli dotate di mulinello, facendo fare una passata al galleggiante solitamente su di una linea di pesca superiore ai 10 m sino a un massimo di 40 m da riva. È possibile utilizzare questa tecnica anche per la pesca in mare. L'origine di questo tipo di pesca è storicamente attribuita alla provincia di Bologna. La presenza del mulinello e quindi la possibilità di lanciare conferiscono alla bolognese una maggiore varietà di tecniche applicabili, permettendo almeno nella fase iniziale di pesca, quando il pesce non è ancora entrato in pastura, di esplorare tutto lo specchio d'acqua, per trovare la giusta distanza e profondità. La lunghezza ottimale della canna bolognese è tra i 5 e gli 8 metri. Le canne più robuste, di lunghezza 3,90 - 4,50 metri, si presentano più adatte a lanciare galleggianti piombati (per la presenza del pasturatore. Il pasturatore: sulla canna bolognese si utilizza un piccolo pasturatore, del peso di 5 - 10 grammi, come quello tipico per bigattini, privo però della sua zavorra, che viene sostituita inserendovi una torpilla (un piombo a forma di goccia, la cui parte più voluminosa deve essere collocata verso l'amo) il cui peso dovrà essere di 2 grammi inferiore alla portata del galleggiante, in modo tale da tener conto del peso dovuto al pasturatore riempito di pastura o bigattini.
La pesca con la canna fissa viene affrontata sia in acque dolci che al mare, con canne da pesca di diverse metrature e materiali. Inizialmente, il materiale utilizzato era il bambù, grazie alla tecnica ad innesti la canna poteva raggiungere lunghezze notevoli. In tempi successivi si passò alla fibra di vetro che rendeva le canne fisse molto robuste ma altrettanto pesanti. Oggi è impiegato il carbonio, che dà ottima resa ed il vantaggio di un peso molto ridotto. Tecnica: si lega una lenza con un'asola all'estremità della canna, la lunghezza del filo deve essere leggermente più corta della canna stessa e comunque adeguata alla profondità dell'acqua, per favorire il recupero della preda. Molto utile è un elastico, (soprattutto se si utilizzano canne molto lunghe) inserito all'interno dei pezzi finali della canna, trattenuto con un conetto che va ad appoggiarsi all'estremità dell'elemento che vogliamo. Vi sono diversi tipi e lunghezze di canne fisse da 0.5mt a 12mt, a seconda del tipo e della grossezza della tipologia di pesce che si vuole cacciare. Applicazioni: pesca molto divertente e specifica, che richiede un minimo di esperienza ma in grado di regalare molte emozioni sia in carpodromo che in torrente. È divertente utilizzare questa tecnica anche nella pesca del cefalo (o muggine) in mare, utilizzando l'apposita pastella.
La pesca all'alborella viene svolta nei fiumi/canali. Come esca viene utilizzato il bigattino, più comunemente conosciuto come il verme della carne. È molto comune nei laghi lombardi anche se in questi ultimi anni si è verificato un drastico e preoccupante calo tanto che alcune province hanno inserito l'alborella tra le specie protette. Per quanto riguarda la tecnica vera e propria l'attrezzatura utilizzata è costituita da canne di lunghezza variabile da 1,5 m a 4/5 m anche se a volte vengono utilizzate canne anche di lunghezza superiore. Le canne devono avere una impugnatura abbastanza grossa per poter essere manovrate con utilità. Devono essere abbastanza rigide per velocizzare l'azione di pesca ma nello stesso tempo devono avere il "cimino" riportato abbastanza flessibile per non "strappare" il pesce. La lenza è costituita prevalentemente con fili di diametro piccolo (0,08) per poter far lavorare adeguatamente i galleggianti che possono essere di portata molto piccola. Normalmente per quanto riguarda la pesca in canale o in luoghi dove la corrente è limitata il galleggiante ideale è il Tesse, questo tipo di galleggiante è molto sensibile e può avere la parte superiore di forma diversa da utilizzare in funzione al modo di come il pesce "mangia". Le misure dei galleggianti prevalentemente più usati per questo tipo vanno dal 4x10 - 4x12 -4x14 - 4x16 - 4x18. Le piombatura possono essere costituite da pallini o da Styl. Il pallino rende la lenza piu rapida nella sua discesa anche se distribuito lungo la lenza, lo styl al contrario rende la lenza più lenta e dolce nella entrata in pesca del galleggiante. Normalmente i finali sono abbastanza corti (5/7 cm) e di diametro superiore alla lenza madre (es. lenza 0,08 finale 0,10), questo perché quando si slama il pesce la parte di filo che di solito si tiene in mano è il terminale quindi occorre una robustezza maggiore. La lenza deve anche essere più lunga della canna e pari a circa alla lunghezza del terminale, in modo che quando con il classico movimento del polso portiamo il pesce verso di noi, pur tenendo ben impugnata la canna con la desra (ovviamente se siamo destri) il pesce fuoriesca dal sotto la nostra mano per poter essre slamato agevolmente con l'altra mano senza riporre la canna. Sono oggi in commercio ami di tante varietà, ma sicuramente l'amo deve essere di filo sottile ed avere il gambo lungo con misure utilizzate che vanno dal N° 19 al 26 o in certe occasioni anche più piccoli. Le esche che si utilizzano principalmente per questo tipo di pesca sono i cosiddetti "rapparini" bigattini o cagnotti notevolmente piu piccoli rispetto a quelli classici anche se talvolta questi ultimi vengono utilizzati con risultati migliori rispetto ai primi.

Gara

Data

Campo gara

Settori

Giornata

Individuale

1




2




3




4




5




Classifica Progressiva Provinciale Colpo a Squadre/Individuale anno 2018

Classifica Progressiva Provinciale Colpo a Squadre anno 2018

Gara

Data

Campo gara

Settori

Giornata

Individuale

1




2




3




4




5




Classifica Progressiva Regionale Colpo a Squadre/Individuale anno 2018

Classifica Progressiva Regionale Colpo a Squadre anno 2018

Copyright © 2004 - 2018 · FIPSAS LODI · all rights reserved.
Torna ai contenuti